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Insights into some AxiCom thinking...
Dopo il CEO, il CFO, il CMO, il CSO, il COO… le aziende hanno anche bisogno di un CCO?
Periodicamente nuovi tool di social media e di diffusione di contenuti fanno la loro apparizione sulla scena. Per non perdere il treno, le aziende cercano spesso di buttarsi in quello che sperano si riveli lo strumento giusto per garantire notorietà al proprio brand e di conseguenza favorire crescita e successo.
Una volta aperto un account su Twitter, una pagina Facebook o magari un profilo su YouTube, sorge rapidamente il bisogno di avere a disposizione dei contenuti da diffondere.
Sia che si tratti di un tweet di 140 caratteri o di un link verso un articolo o un video, il problema non è nato in realtà con i social media. Esso si pone allo stesso modo per il sito web o il blog aziendale, che devono essere animati da contenuti ricchi ed interessanti, rinnovati di frequente.
Ancora più sorprendente è la congiunzione di tutti questi strumenti, che mostrano come oggi il contenuto sia l’elemento indispensabile che garantisce ad un brand una presenza online di qualità.
Per questo Twitter, Facebook o LinkedIn sono solo degli strumenti e uno strumento non basta a giustificarne l’utilizzo né a generare l’interesse del pubblico.
Questi strumenti sono infatti dei canali di comunicazione che hanno la particolarità di essere sempre più connessi tra loro.
Di conseguenza è essenziale interrogarsi sui flussi dei contenuti: in effetti non ha più senso diffondere delle repliche identiche dello stesso contenuto su ciascuno di questi canali, senza curarsi delle loro peculiarità e del loro pubblico. Allo stesso modo, sarebbe parimenti un peccato alimentare un blog senza pianificare un piccolo tweet per dar visibilità al post.
Ancora una volta, presentata in questo modo, questa domanda sembra essere evidente.
Tuttavia il problema che si pone per numerose aziende è dato dal fatto che la creazione e la diffusione dei contenuti sono molto spesso gestite in maniera disorganizzata tra il team marketing, l’esecutivo, il dipartimento di pubbliche relazioni, ecc…
Alla fine della fiera, la pagina di Facebook di un’azienda è uno strumento di marketing, pubblicità, customer relationship o pubbliche relazioni? Probabilmente a turno un po’ di tutto, senza appartenere però in particolare a nessuno di questi settori.
Dare una veste editoriale alla comunicazione su molteplici canali
Ed è proprio per superare la difficoltà legate alla creazione di un messaggio coerente su canali molteplici che certe aziende stanno pensando di dotarsi di un CCO - Chief Content Officer (o Direttore dei contenuti ) - alla stessa maniera dei media. Proprio come un canale televisivo che ha un Direttore dei programmi. D’altra parte in inglese si utilizza lo stesso termine.
Al di là della qualifica di “Direttore dei contenuti” in sé, si tratta di una funzione che emerge e che mira a sviluppare una visione trasversale su tutti i tipi di comunicazione presenti in azienda (marketing, relazioni con la stampa, relazioni con i clienti, comunicazione istituzionale…) e su tutte le loro modalità (community management, canale video, articoli del blog, gruppo professionale, ed altro ancora).
Proponendo una strategia globale per il contenuto del brand, il direttore dei contenuti deve offrire ai vari team la chiave per ottimizzare la produzione e la cura dei contenuti per conto dell’azienda, e adattarsi alle nuove modalità di fruizione degli stessi in modo che siano consultati, condivisi e in parole povere fatti circolare.
Dare una veste editoriale ai messaggi, pensare ai contenuti e contemporaneamente ai post futuri permette di creare delle connessioni e delle declinazioni intelligenti, in accordo con l’identità e l’expertise dell’azienda. Ciò rappresenta probabilmente la migliore dimostrazione della visione che essa è in grado di proporre ai propri clienti.
Punto essenziale, – anche se non si è generalmente troppo lontani dai costi elevati associati per esempio alla pubblicità – questa regolamentazione della produzione e della diffusione dei contenuti contribuisce ugualmente all’ottimizzazione dei costi associati ai nuovi strumenti.
E’ indispensabile prendere coscienza dell’importanza del contenuto in rapporto agli strumenti che si intendono utilizzare, creare una visione globale e coerente della diffusione dei contenuti per l’azienda, e applicare le best practice.
Ogni azienda deciderà, in funzione del volume di contenuti che deve controllare e creare, se dotarsi di un CCO o piuttosto se affidare la funzione e l'approccio a uno dei propri team interni.
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